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Il Centro Polivalente San Michele Arcangelo
è lieta di annunciare che la Premiazione del 5° CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA, si terrà in Sant'Agata dei Goti, sabato 20 maggio 2006, alle ore 17.00.
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GIURIA
Prof.ssa Maria Pia Landini
Prof. Giuseppe VULVO GIGANTE
Prof. Pasquale DELLA VALLE
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GIURIA
Dott.ssa Marina MUPO Dirigente Scolastico (Presidente)
Prof.ssa Maria Teresa BISCARDI (Membro)
Prof.ssa Adriana PARISI (Membro)
Prof.ssa Antonia PETRECCA (Membro)
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GIURIA
Dott. Vincenzo POSILLICO Dirig. Scolastico (Presidente)
Prof.ssa Amelia IZZO (Membro)
Prof.ssa Luisa COMPETIELLO (Membro)
Prof.ssa Concetta IANNUCCI (Membro)
Prof. Carmine MECCARIELLO (Membro)
Prof.ssa M. Rosa AIELLO (Membro)
Prof.ssa Lea MASSARO (Membro)
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GIURIA
Prof.re Giuseppe TOSCANO Dirigente Scolastico (Presidente)
Studente Giuseppe DELLA RATTA (Membro)
Studentessa Filomena DE SILVA (Membro)
Studentessa Marianna LEONETTI (Membro)
Studentessa Vincenza VECCHIO (Membro)
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Poesie
1^
SEZIONE -
ADULTI
Tempo Vita che fugge come acqua di sorgente dici contando i giorni andati mentre un vago rimpianto s’insinua lentamente nel tuo sguardo. Tiranno!, sospiri a mezza voce davanti al calendario trascurando il bello dei ricordi che sono ora la tua seconda pelle. Parli col nodo in gola degli anni persi senza pensare che sono invece proprio quelli a fare di te, oggi, ciò che non potevi essere ieri quando muovevi i passi nel limbo di chi non ha memorie. S’intrecciano i mille fili del presente con quelli del passato mentre corri a cercare la tua immagine nel vetro. Scorgi quel volto stanco e subito t’arrendi mentre sul tuo sgomento cala scuro sipario. Ma all’improvviso una voce lontana ti parla dal fondo vuoto dello specchio: Perché ti vedi come un fiore che appassisce nella tristezza della sera? Guarda meglio e forse vedrai un bel frutto che matura. Adriana Assini
2° Classificato
Il sole in valigia In quella valigia legata col cordoncino ho messo dentro tutto quello che potevo: il vestito nuovo del matrimonio, la rosa secca del primo amore, il profumo del Mediterraneo, la rabbia per la mia terra arida di speranze, gli occhi pazienti di mia mamma e il sapore amaro delle sue lacrime dense di dolcezze come le mandorle del marzapane. La colmai fino all’orlo di ricordi pressando con le ginocchia per chiuderla bene. Quello che rimase fuori lo strinsi con i pugni ficcandolo nel sacchetto dei sogni. Nel buio d’una soffitta oltre la frontiera ho riposto quella valigia, che ha ancora dentro il sole della mia giovinezza. Pietro Barbera
3° Classificato
Cocci di terracotta Ho letto un giorno di un uomo anziano un po’ stanco, un po’ tremante per l’età. Aveva rotto per caso la ciotola del latte mentre vi bagnava del pane o forse beveva. Ho letto ancora di un bambino che giocava con cocci di terracotta, voleva ricomporre una tazza già rotta, anzi una ciotola. Accadde un tempo che un uomo dagli anni molto avanti venne rimproverato dal figlio ancora giovane, per una ciotola appena rotta. Accadde allora che un bimbo con gli occhi lucenti una ciotola al proprio padre porse. Dicendo: "L’ho ricomposta per te padre, non farla cadere quando sarai vecchio." Allora si guardarono e insieme piansero, l’uomo anziano, il giovane, il bambino. Giacomo Giannone
A volte..…….. Accade in un attimo che non sai, né dove, né quando, né perché, ma a volte in quell’attimo, da recessi dimenticati riemergono sopite sensazioni, flebilmente, senza rumore, poi, la penna dell’oblio si intinge in un calamaio senza inchiostro e scrive nella polvere degli anni, parole fatte di vento e di strade, di rami della notte, di ali perdute, di ombre spaurite senza volto, di attimi passati a pensare nella fuga di giorni sciocchi. Per un attimo………. Poi, tutto si quieta, c’è odore di terra bagnata d’intorno, e nel cielo, arcobaleni di speranze si dipingono di nuovi colori Lino D’AMICO
Speranze Un alberoso viale di collina sfilante di cipressi e bianchi tigli in trepidante attesa sulla china il destin rapace trae gli artigli, l’uomo canuto lento s’incammina scende la notte senza dar consigli grevi pensieri fanno corto il fiato in un baleno vive il suo passato. Ma con passo lesto sul selciato un bimbo dolcemente lo raggiunge "Non ti crucciare dell’umano fato che questa vita tutti sempre punge, lasciami ciò che il mondo t’ha insegnato l’anima mia alla tua si congiunge e se nel mio futuro avrai fede gli occhi tuoi avranno nuovo erede". Il vecchio rinfrancato ferma il piede dischiudendo ad egli la memoria del suo sapere volentier concede il rinnovar perpetuo della storia. Alessio MAGNOLFI
Pensieri fugaci È li; seduto col volto teso verso quel sole impietoso che palesa le rughe profonde come solchi tracciati, da aratri, gli occhi scrutanti il vuoto le braccia incrociate su un petto che pulsa ritmi cadenzati di un cuore non più giovane. Il tempo si ferma nei suoi pensieri ma lascia fluire immagini, ricordi, emozioni di una stagione ormai passata: la spensieratezza dell’andata gioventù i sacrifici per un futuro migliore da offrire a chi è venuto dopo di lui e poi…. gli anni che, lenti e inesorabili, l’hanno portato a stazionare lì, testimone del trascorrere del tempo tra lo strepito e la frenesia di un mondo che sembra non appartenergli. Gli occhi si riempiono di stille brucianti, ma si acquietano nell’incontrare l’innocente sguardo di un bimbo che gli si accoccola sulle ginocchia nell’attesa di una carezza d’amore. Grazia PILATO
Vecchio canuto di strada Innevati capelli, cornice di un volto essiccato, avvizzito, solcato da rughe di un tempo trascorso. Virgole d’espressione che danno giovialità alla tua bella veneranda età. Anima antica, soffiami sul viso la tua saggezza, sussurrami con dolcezza la gioia di vivere, lo sdegno del giusto. Porgimi il tuo bastone, come spada sguainata verso l’incerto avvenire! Ma…..ahimè…il tuo sostegno era dunque…quest’umile Croce? Anima bella, adesso comprendo appieno la tua santità: nel deserto silenzio di una vita spesa in semplice povertà! Vecchio canuto di strada, porgimi il tuo ultimo saluto sulle corde tese del tuo antico violino…. Nel rione cittadino, vibrano note armoniose come variopinte farfalle che fragili si librano nell’aria in cerca di un fiore…da amare! Sylvana TENAGLIA
Ali Azzurre Ancora oggi, io ti guardo con gli occhi di ieri, e mi sento come se avessi, appena smesso di camminare. Il respiro si smorza, la commozione sale, e provo a sfiorarti, con la stessa paura di sempre: quella di svegliarti. Sei la calda stagione, e io la rondine, che migra verso te, spalancando Ali Azzurre. Ancora oggi, io ti guardo con gli occhi di ieri, e l’unica parola che so dire, è Grazie. Gerardo DI FILIPPO
Il vento degli anni Uff, ecciù, coff, aja … com’è dura la vecchiaia… fossi solo un po’ più arzillo salterei ovunque come un grillo. Il dolore più forte non è quello di carezzare la morte bensì il sentirsi troppo pesante per una società leggera e distante. Solo adesso mi rendo conto di quanto fossi stupido, tonto… avessi avuto anch’io una parola in più per chi aveva già perso la gioventù… Volevo perennemente arrivare troppo presto e non godevo di quel che avevo chiesto dicevo sempre << non vedo l’ora >> e chiedevo sempre << ancora, ancora! >> Se veramente il tempo mio fosse stato il più bello allora forse l’ho goduto poco e con poco cervello. Con una preghiera e un crocifisso tra le dita ora ho più tempo per capire il vero scopo della vita. Marco MANAGO’
Loro Condividere l’ultimo pezzo insieme… Che magia, che potere celestiale Le sue mani che sanno Di tanto lavoro, si Stringono a quelle di lei Ormai un po’ più vizze Però con tanta tenerezza Accumulate nei suoi solchi I suoi occhi, ormai stanchi Di tanta vita Si riflettono in quelli di lei Che tanto amore hanno visto passare I suoi passi, oggi più lenti Dal lungo transitare Si accomodano a quelle di lei Che hanno bisogno di rallentare la marcia Le loro vite, oggi riunite nella retta finale del cammino rifanno quei sentieri di luce che quel giorno decisero di incominciare insieme… Antonia RUSSO
Relazione sulla prima classificata
Il Tempo La vita passa velocemente e tu, guardandoti indietro, vorresti riafferrare i giorni andati Il calendario con freddezza ti presenta il "conto" dei mesi e degli anni che hai attraversato e che non torneranno più. Anche lo specchio ti sembra nemico, quando ti mostra ormai sbiaditi sul tuo volto i colori della gioventù. Ma tu oggi sei quello che gli anni hanno costruito in te e grazie a te: tu, proprio tu sei il capolavoro di una vita unica ed irripetibile……e questo non lo comprendevi con gli occhi di ieri! Ecco allora che sullo specchio tu non scorgi più l’immagine di un fiore che appassisce, ma vedi il frutto maturo che solo oggi la tua pianta produce: non diletti più con i colori soavi della corolla, ma nutri dolcemente con la "polpa" della saggezza!
Questo è, in breve, il significato di questi intensi versi, che colpiscono per l’immediatezza dei sentimenti, ma soprattutto per la profondità delle emozioni segrete che lasciano intuire. L’autore tratteggia la parabola implacabile del tempo, di cui l’uomo prende coscienza solo quando è passata la giovinezza. È inevitabile che la malinconia stringa il cuore quando ci si rende conto che gli anni trascorsi sono ormai tanti! Ma la gioia di vivere non invecchia,cambia solo forma, a patto che si riesca a guardare al di là delle apparenze. E come un tempo scrisse Cicerone: "la vita passata, onestamente vissuta, raccoglie gli ultimi frutti "(Aetas superior, honeste acta, capit extremis fructus) (dal:DE SENECTUTE), così il nostro autore, comprende che il fiore muore per cedere il posto al frutto. Ogni età, dunque, è degna di essere vissuta in pienezza e la società è tanto più ricca e feconda di valori, quanto più armoniosa e solidale è la convivenza fra le diverse generazioni che la compongono. Prof.ssa Maria Pia Landini
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Poesie 2^ SEZIONE - SCUOLE ELEMENTARI
1° Classificato
“A mio nonno”Quella ruga che segna il tuo viso non basta a spegnerti il sorriso. Quanta esperienza in quei capelli bianchi, gioie e dolori in quegli occhioni stanchi. Racconta ancora, nonno, quella storia che credo di conoscere a memoria. Parlami di te, di quella guerra che tanto ha insanguinato questa terra, dei giochi che facevi da bambino, del pane caldo preso a quel mulino; di quella moto rossa, scoppiettante, su cui credevi d’essere un gigante. E ancor dei tempi che ora son passati, dei tuoi rimpianti, dei sogni realizzati. Io resterei per ore ad ascoltarti, ma meglio andar via,per non stancarti. Domani sarò ancora qui con te, a chiederti d’un tempo che non c’è, ma che rivive ancor in quella storia che adesso certamente so a memoria Sara Bologna
2° Classificato La vendemmiaÈ lì, nel bagliore del sole, e taglia l’uva succosa e matura ormai pronta per esser vendemmiata. È lì, assorto e affaticato e il sudore gli scorre sul viso, un viso ancora giovane ma stanco. Si china con ritmo costante per contemplare il frutto della sua passione. Mio nonno. Giovanni Zappino
3° Classificato
Filastrocca per i nonniCiao nonni, ciao nonnini, siete belli ma vecchini; siete nati tempo fa e adesso siete qua. Tanta gioia mi portate con i doni che mi fate… Mi mandate alle stelle Con dolciumi e caramelle. Vi ringrazio con affetto E una cosa vi prometto: vi starò sempre vicino come legna nel camino. Bruno Marino I nonni sono belliI nonni sono belli anche se hanno le rughe se hanno pochi denti i capelli grigi i vestiti fuori moda e la schiena curva. I nonni sono belli anche se non ci vedono bene e sentono solo con il cuore se sbagliano a parlare e dimenticano le cose inutili. I nonni sono misteriosi e strani: allo specchio riflettono un’immagine stanca, ma nel cuore nascondono ancora sogni e desideri. Andrea Gallese
Caro nonnoCaro nonno, mille rughe sul tuo viso, fili d’argento nei tuoi capelli, mani ruvide per il troppo lavorare… Come è bello starti ad ascoltare quando del tempo passato tu vuoi parlare… e ne parli con nostalgia con gli occhi che brillano di malinconia. Vorrei allietare le tue giornate, con il sorriso e tante risate. Isabella Ramundo Gli occhi di ieri e di oggiNonno, quando guardo nei tuoi occhi, vedo te che sei bambino; ripenso alla tua vita e mi chiedo: “com’era il mondo prima? ”. Io lo immagino brutto, con la guerra, senza pane, né Pace sulla terra. Però il mondo era pulito, l’aria fresca e pura e meravigliosa la natura. Oggi tutto è cambiato: il mondo è malato, il mare inquinato. Sì, il progresso c’è stato ma proprio tanto ci è costato. Imbimbo Carmen Corin In silenzioI tuoi occhi di ieri, nonno, mi hanno svelato i segreti del tempo che passa: ore, giorni, anni. In silenzio, i nostri sguardi percepiscono i segni lasciati dalla vita. La tua pazienza è un faro, sempre acceso, per la mia fragile impetuosità di oggi. Francesco Loi Le ore dei nonniLe ore dei nonni Sono lente a volte tristi. In quelle ore Pensano a chi non c’è più, leggono i titoli dei giornali, ricamano ricordi, passeggiano solitari, parlano, parlano, spesso non ascoltati. Allora si siedono e… e aspettano. Ivan Rappa Gli anzianiGli anziani sono saggi nel cuore hanno l’amore di un mondo senza orrore. Primavere ne son passate, con pioggia, sole o grandinate. Ma nessuno sa più di loro, essi valgon più dell’oro. Sono buoni e generosi, spesso chiusi e silenziosi… …nel cuore han la speranza che il mondo diventi un’alleanza. Consolata Trerotola Una luceVi guardo e scorgo in voi una candela. Si esaurisce lentamente l’energia ma resta indelebile in me quella luce traballante, faro prezioso in un porto sicuro pronto a sottrarmi dalla burrasca della vita. Federica Frongillo |
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Poesie |